Presentato il nuovo corso in Industrial Chemistry for Circular and Bio Economy

Uno studio internazionale a stretto contatto con le aziende del settore per un’alta formazione immediatamente spendibile sul mercato del lavoro. Lo offre il nuovo corso di laurea magistrale in Industrial Chemistry for Circular and Bio Economy, che si avvale delle competenze e le risorse di due grandi atenei italiani: l’Università degli Studi di Napoli Federico II e il Politecnico di Torino.

Il corso è stato appena presentato alla presenza dei due rettori, Matteo Lorito e Guido Saracco, nel campus federiciano di Monte Sant’Angelo. Parte a settembre, col prossimo anno accademico, è in lingua inglese, molto innovativo nella forma con corsi, tra Napoli e Torino, in presenza, su piattaforma e in laboratori presso aziende. All’atto dell’iscrizione va inviata una lettera di presentazione ed è previsto un colloquio prima dell’immatricolazione. Il corso fornisce una preparazione approfondita per lo sviluppo di nuovi processi e prodotti per l’industria chimica nella prospettiva dell’Economia Circolare e della Bio Economia. Sono numerose le aziende che hanno già dato la loro disponibilità, alcune hanno partecipato alla presentazione.

Per il futuro dell’Economia Circolare e la Bio Economia la formazione è fondamentale e la “contaminazione dei saperi” è indispensabile, soprattutto nei percorsi formativi delle nuove generazioni. La transizione verso un’economia più “verde” e sostenibile dal punto di vista ambientale richiede nuovi sistemi di istruzione e formazione per sostenere l’intero processo.  Inoltre, il ruolo dell’istruzione professionale nel consentire la transizione fa parte del Green Deal europeo, degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDG) delle Nazioni Unite e degli obiettivi nazionali di emissioni nette di carbonio pari a zero.

‘Parte un nuovo corso di studi di respiro internazionale, fatto per avvicinare il mondo della chimica circolare e sostenibile al mondo delle imprese. Un corso che nasce insieme al Politecnico di Torino, importante partner di questo progetto. Un asse Napoli-Torino sulla chimica verde, sulla sostenibilità, sulla transizione ecologica che oggi sono alla base dei nuovi lavori nel campo della chimica industriale – sottolinea il rettore Lorito -. La partecipazione di diverse imprese evidenzia come l’iniziativa sia attesa dal mondo del lavoro. Questo corso arricchisce l’offerta formativa che la Federico II vanta nel campo della transizione ecologica e digitale’.

 ‘Siamo molto interessati a questa ibridazione dei saperi – afferma il rettore Saracco. È sempre più necessario formare figure professionali in grado di conoscere altre discipline rispetto al core business competenziale. Il nuovo percorso forma scienziati che hanno più competenze di tipo tecnologico. Grazie al connubio con la Federico II è una laurea votata all’impatto sulle imprese nell’ambito chimico, della sostenibilità, una cosa di cui il nostro Paese ha bisogno’.

Martino Di Serio, coordinatore del corso di laurea in Industrial Chemistry for Circular and Bio Economy, spiega: ‘Il corso è in inglese, per sua natura e struttura ha una visione internazionale. Alla fine è prevista una tesi fatta in azienda o in collaborazione con aziende e ci sono oggi già diverse imprese presenti che hanno dato disponibilità. Il corso ha una didattica particolarmente innovativa: il primo semestre sarà in formula mista, sono previsti, infatti, sia moduli Mooc, fruibili attraverso la piattaforma Federica, che momenti di laboratorio e confronto con docenti. Questi ultimi possono essere svolti a Napoli o a Torino e sarà lo studente a scegliere dove seguirli. Il secondo semestre, invece, sarà totalmente in presenza, a Napoli, e darà le basi della chimica industriale e della ingegneria chimica che serviranno per il terzo semestre in cui verranno messe in pratica in modo più definito. Il terzo semestre sarà caratterizzato, inoltre, da challenge. I ragazzi, su proposta delle aziende, si raggrupperanno producendo una relazione, un prodotto, ino schema di processo. Il quarto, quindi l’ultimo dei due anni, sarà dedicato alla tesi di laurea. Le aziende sono distribuite su tutto il territorio nazionale e già ci sono contatti con gruppi internazionali’.
‘Il corso – continua il professore Di Serio – si sofferma sulle nuove necessità dell’industria chimica, che si sta spostano da quella classica, che aveva materia prima e prodotto, a quella moderna che prevede materia prima, prodotto, rifiuto e riutilizzo. Risponde, quindi, alle esigenze di mercato e all’impegno messo in campo dalle imprese per le necessità odierne di aumentare la sostenibilità’.

“La nuova frontiera dello sviluppo dell’industria chimica è rappresentata dall’economia circolare e dall’utilizzo delle risorse rinnovabili. Questo moderno approccio richiede il coinvolgimento di una nuova generazione di scienziati, tecnici e manager con la giusta formazione e le giuste competenze – Rossella Fasulo, Presidente dell’Ordine Regionale dei Chimici e dei Fisici -. Il corso di laurea si pone come obiettivo la formazione di queste nuove figure professionali offrendo un percorso didattico in cui le competenze di chimica industriale, ingegneria chimica e biotecnologia industriale siano fortemente integrate”.

Il sito web del corso di laurea è: www.scienzechimiche.unina.it/iccbe